L’Email E’ Morta Viva L’Email


L’E-mail ha fatto il suo tempo come incontrastata ”Regina della comunicazione” dopo oltre 10 anni di effettivo servizio era stata inventata molti anni prima, ma il suo regno è veramente finito? Al suo posto una nuova generazione di servizi sta iniziando a prendere piede, servizi come Twitter e Facebook e molti altri in lizza fra loro per aggiudicarsi un pezzo importante del nuovo mondo delle comunicazioni; persino Gmail, sinonimo dell’e-mail libera e sicura, si trasforma in Voip e chat on-line. Proprio come la posta elettronica ha fatto più di un decennio fa, questo spostamento promette di riscrivere profondamente il nostro modo di comunicare, in modi, in cui possiamo solo immaginare la portata e gli effetti.

Perseverare in un errore è diabolico, voler per forza creare delle leggi che regolano la tecnologia è da idioti. Richiamando ancora una volta quanto detto dall’amico Franco Bassanini ed aggiungendo qualcosa di mio:

“Le Leggi non viaggiano alla stessa velocità della tecnologia, non la possono nè imbrigliare ne fermare sarebbe un idiozia”

Su questa massima coniata da Franco Bassanini e da me rivista, c’è da pensare e riflettere, il perchè ed il significato di questo. Iniziamo da un esempio classico e fruibile da tutti che riguarda proprio la più semplice e rivoluzionaria invenzione dei sistemi di comunicazione,  il telefono:

Ricordate come era il telefono, senza ritornare ai tempi di Meucci, ma anche per cercare come lui di non farci bruciare l’invenzione,  quella che doveva essere la rivoluzione digitale i primi nel 1997? Siamo molto bravi in questo!

Che cosa è avvenuto in CINA?  Il paese che all’epoca era l’ultimo in questo campo come linee e telefoni installati. La vera INNOVAZIONE !

1) Reti telefoniche in  fibra ottica

2) Centrali di nuovissima concezione

3) Banda larga ed accesso ad Internet

4) Ma soprattutto il Telefono digitale sia pubblico che privato

In sintesi, l’applicazione delle ultime tecnologie esistenti. A nessuno in CINA  gli è venuto in mente di iniziare con una rete in rame ed ad installare telefoni (come quello che si vede qui a destra) o cabine telefoniche con telefoni a gettoni.

Dando per assunto che la Posta Elettronica è stata inventata nel 1972. Questo è invece cosa accade oggi in questo paese:

  • Nel 1997 Franco Bassanini per primo in Europa fece promulgare  la legge su quella che doveva essere la Rivoluzione Digitale nel nostro paese, dieci anni dopo dice:
  • Nel 2005 abbiamo inventato la PEC Posta Elettronica Certificata
  • Nel 2009 qualcuno se ne è innamorato e la vuole distribuire a tutti gli Italiani anzi lo sta facendo, come il massimo del progresso tecnologico, che avanza indifferente alle nostre lungaggini burocratico legislative.
  • Tra breve e già oggi, la Posta Elettronica è ufficialmente dichiarata obsoleta e destinata ad essere soppiantata da altre tecnologie

TUTTO QUESTO SI CHIAMA INNOVAZIONE?

Vediamo cosa succede con l’inarrestabile corsa della tecnologia che non aspetta sicuramente l’evolversi delle nostre leggi, regolamenti, norme di ogni genere.

Un’importante asserzione del COO di Facebook Sheryl Sandberg (vedi immagine in alto e video alla fine)  conferma quanto era già nell’aria: la  fine della Posta Elettronica, almeno così come è concepita ed usata oggi. Forse l’asserzione di  Sheryl può apparire interessata stante la sua posizione, ma questo viene ampliamente supportato da altre fonti autorevoli  il Wall Street Journal confermava già da tempo questa logica tendenza, sostenendo che Facebook e Twitter, che ora sono gli incontrastati leader della comunicazione online (“l e-mail ha avuto la sua vita … ma il suo regno è finito”),  fa eco Sandberg, non sono i  primi a fare questa affermazione. Basta fare una  ricerca rapida su Google, e troverete una miriade di informazioni, blog ed altro ancora in tutte le lingue, troverete anche un sacco di giochi di parole che annunciano che dovremmo usare sistemi diversi per sopravvivere, dare addio alle email ed altro ancora.

L’E-mail è davvero finita?

Secondo Sandberg, solo il 11% dei giovani invia e-mail ogni giorno, serie ed inopugnabile statistiche vedono senza ombra di dubbio il  passaggio ai SMS ormai gestiti attraverso sistemi di Comunicazione Unificata anche sul PC Aziendale (vedi cap. del mio libro “La Posta Elettronica”) tutti i  social network. Nel 2005, un altro serio studio di Forbes confermava che meno 5% degli adolescenti americani tra i 12-17  preferivano l’ instant messaging  per la comunicazione digitale rispetto alle  email. Ora, cinque anni dopo, molti di questi giovani stanno entrando nel mondo degli affari e del lavoro – ma non abbiamo visto AIM, Yahoo Messenger, e G-Chat, Facebook ecc.  superare l’ email, almeno non ancora.

Uno studio della Nielsen Co. sulle e-mail in Australia, Brasile, diversi paesi europei, e negli Stati Uniti, ha rilevato che l’utilizzo delle stesse  è aumentato del 21% tra agosto 2008 ad agosto 2009, raggiungendo 276,9 milioni di utenze. Nello stesso periodo, gli utenti dei siti di social-network è balzato del 31% a 301,5 milioni di persone. A causa di questa forte crescita, le comunità di Internet come Facebook riescono ad abbassare  la quantità di tempo che gli utenti trascorrono nella comunicazione attraverso i tradizionali servizi di messaggistica come le E-mail,  i dati parlano chiaro se si considera che:  tra il 2003 e il 2009, il tempo speso per gestire email nei  è sceso del 41% di contro i “social network  occupano un tempo pari  al 22% del totale degli utenti Internet di tempo-contro  al 24% rispetto all’anno scorso. Ecco le statistiche.

In un altro recente studio, Nielsen, tuttavia, ha determinato (vedi grafico a fianco) che in un certo qual modo i social network hanno contribuito ad aumentare l’uso della posta elettronica in senso assoluto. In una prima analisi sembrava che aumentando il numero di utenti nei social network facesse diminuire l’uso della posta elettronica,  i risultati come si vede sono diversi da quello che ci si aspettava. Abbiamo deciso di sfornare alcuni dati resoconto” di testare la nostra ipotesi che “il consumo dei social media si riduce all’uso della posta elettronica”, ha spiegato Jon lardoni, VP  analisi dei dati multimediali di Nielsen. ”Sembra in effetti che i social network facciano aumentare gli account  email e l’uso delle stesse. ”

A complicare ulteriormente la situazione, alcune società di ricerche di mercato come il famoso Radicati Group ha diffuso un rapporto nel mese di aprile stimando che le reti sociali cresceranno  ad un ritmo notevole nei  prossimi anni – ma ha anche  mostrato che l’utenza della posta elettronica in tutto il mondo aumenterà in modo notevole:. “Il numero di account di posta elettronica a livello mondiale dovrebbe aumentare di oltre 2,9 miliardi nel 2010, a oltre 3,8 miliardi entro il 2014″. “Tuttavia, il Social Networking rappresenta attualmente la più veloce tecnologia di comunicazione  tra i consumatori e gli utenti business, con oltre 2,1 miliardi si stima nel 2010, si prevede un’ulteriore crescita a oltre 3,6 miliardi entro il 2014.”

Pur aumentando in senso assoluto, la relazione del gruppo Radicati ha anche mostrato come l’uso quotidiano delle e-mail è diminuita, sia per il mercato consumer, che business - evidente l’influenza della messagistica attraverso i social network.

Su tutto questo c’è da fare un’importante considerazione di carattere tecnico che ai miei eminenti colleghi è evidentemente sfuggita come funziona il sistema: Chi si connette ad un social Network, es. Facebook, possiede per forza un indirizzo e-mail normale,  sia essa una web mail gratuita tipo G-mail, che una di tipo aziendale, chi non c’è l’ha è obbligato ad averne una. Inoltre,  molto spesso proprio per i social network viene presa un’e-mail ad hoc per tutta una serie di plausibili motivi. Tutta questa snocciolata di cifre, che i miei colleghi di oltre oceano piace tanto, non tiene conto di questo semplice fatto, in cui: aumentando il numero dei  Social Networker, aumentano anche il numero degli utenti e-mail, inclusi quelli che magari non pensavano di farsene una. Nessuno è riuscito a scindere questi  dati, cioè il vero aumento di coloro che NON avrebbero mai pensato di avere un’e-mai, ma per usare ad esempio FB debbono averne per forza una. Sull’aumento del numero delle e-mail che girano in rete anche qui si sono dimenticati di un altro paradosso, chi ha un indirizzo e-mail ed accede a Facebook può chiedere al sistema che ogni messaggio transiti su Facebook, ogni iterazione prevista dal sistema gli arrivi una notifica ANCHE PER E-MAIL da qui la probabile stima, quasi impossibile da rilevare,  dei due dati, uno che scende l’altro che aumenta od il contrario, mancano infatti i riferimenti  precisi su quanti hanno scelto queste opzioni che fanno gioco forza, crescere e “drogare” le stime:

1) Del numero degli account di e-mail esistenti nel mondo

2) I tempi in cui l’utente dedica alla gestione delle e-mail, se si pensa che ogni messaggio in transito su FB produce un messaggio email, ogni nuovo amico, la stessa cosa come ogni invito ad eventi, la formazione di un nuovo gruppo ed altro ancora.

3) Se si aggiunge che la messaggistica SMS molto spesso viene gestita tramite sistemi di comunicazione unificata, anche questi vanno a ledere i dati, per non parlare dei fax ormai anche questi inseriti in sistemi email

3) In questo modo con la moltiplicazione della messaggistica è difficile stabilire cosa stia veramente avvenendo

I grafici che seguono non sono influenzati da questa mia opinione ed a mio avviso non rappresentano la realtà di cosa stia realmente avvenendo, cioè la progressiva scomparsa del sistema email tradizionale. Un altro aspetto interessante che ci riguarda da vicino è l’uso dei Social Network, in cui siamo al secondo posto al mondo, diveniamo i primi sostenitori di Facebook in assoluto, conseguentemente i primi ad usare sistemi alternativi alle email tradizionali:

Media del numero di email (businness) inviate / ricevute per utente / giorno

Il futuro, malgrado le diverse opinioni, mi pare sia inarrestabile la corsa verso un sistema unificato di comunicazione, che abbia come effetto immediato la fine dell’e-mail così come attualmente ideata e gestita, saranno i social Network a sostituire l’e-mail tradizionale questa è già una realtà, un interessante contributo da Zack Whittaker dal titolo significativo che lascio in originale “Generation Y: ‘Email is unfashionable and outdated’.  Annunci si susseguono ogni giorno, gmail diviene Voip, ma anche chat on-line ed altri ancora.

Dopo tutto, cosa è “l’email” ?  Oggi, servizi come Gmail includono elementi di chat, aggiornamenti status, editing funzionalità diverse ed altro ancora per non parlare poi del recente annuncio di Gmail che diventa VOIP ma anche messaggistica e poi googlewave  l’avete provato?  - è impossibile definire chiaramente cosa rende una rete sociale, e cosa rende un servizio email. Chi vuole potrà ascoltare dal vivo questa importante trasformazione planetaria nel video qui sotto:

Media del numero di email (consumer) inviate / ricevute per utente / giorno

Arrivati a questo punto molti mi hanno chiesto e molti mi chiederanno: “…ma in un momento come questo in cui asserisci che l’e-mail è morta ti metti a scrivere proprio un libro intitolato La Posta Elettronica?”  La risposta spontanea a questo interrogativo è: “Un libro ha più successo quando si parla di qualcosa che è morto in special modo di recente.” A parte questa scontata battuta, forse anche un pò macabra, direi che il  mio libro oltre a voler essere una sorta di “epitaffio” della posta elettronica, così come oggi concepita è anche la conferma della teoria che la tecnologia avanza in barba alle leggi di questo paese e conseguentemente va usata l’ultima tecnologia disponibile. Cosa impossibile se si creano norme che impediscono che questo avvenga. Forse il titolo poteva essere diverso, ma parliamo sempre dell’eterna ricerca umana della comunicazione, dell’incontro del non essere e rimanere soli in un mondo sempre più popolato e sempre più interconnesso, un contro senso od un utopia forse la fine di un’era o l’inizio di un altra.  Non temete, il mio non è  un libro di filosofia, ma quanto sta avvenendo mi fa e ci deve far pensare. Questo ed altro potrete leggere nel mio libro che sarà oltre che distribuito in forma cartacea anche come e-book.

Bookmark and Share

ERA SOLO UN ESPERIMENTO LA PEC INPS ACI ma anche CPECPT ed il Certificato medico con la PEC. ANZI UNA MAGIA !

Avevo iniziato a parlare di INPS, debbo correggere il tiro perchè l’iperattività del gambero è notevole un anno fa la gara sulla CEC PAC in pieno periodo estivo 14 Agosto oggi MACCHINA INDIETRO per INPS tra breve ,credo, seguita da ACI poi la PEC del Processo telematico ed infine il Certificato Medico con la PEC , erano tutte sperimentazioni iniziamo con l’INPS fra l’altro come al solito la velocità non è nel DNA sito  nella HOME trovate il banner che segue :

Migrazione su PostaCertificat@

Utenti ACI e INPS

E’ iniziato il processo di migrazione

della Posta Elettronica Certificata

ACI e INPS sul sistema

PostaCertificat@.

Cliccandoci sopra si arriva come al solito nel nulla ecco la seconda pagina:

  • (03/07/2010)

Utenti ACI e INPS

E’ iniziato il processo di migrazione della Posta Elettronica Certificata ACI e INPS sul sistema PostaCertificat@.

Siccome i “Processi” durano mediamente 20 anni forse riusciremo a sapere qualcosa presto !!!

Cerco di sdrammatizzare ma mi riesce veramente difficile leggo e rileggo i protocolli d’intesa INPS ed ACI http://www.innovazionepa.gov.it/media/209643/protocollo_intesa_inps.pdf e non trovo la parola sperimentazione ed il  protocollo d’intesa, rinnovabile ha durata fino al

ARTICOLO 5

DURATA
1. II presente accordo resterà in vigore fino al 31 dicembre 2012 e potra essere rinnovato previa espresso accordo tra Ie Parti.

poi ero insieme all’amico Guido Scorza alla conferenza stampa del Ministro Brunetta il mi rivedo il video rileggo le dichiarazioni e stropiccio gli occhi

Mi rivedo allora la conferenza stampa del Ministro che vi riprongo:

Dove solo non si sa per quale ragione nell’intestazione di YOUTUBE c’è la parola sperimentazione in tutti i comunicati stampa ma sopratutto negli atti ufficiali non si fa proprio cenno a sperimentazioni ma sopratutto ad un termine delle PEC fatte con INPS ed ACI, anzi si parla di minimo 3 milioni di PEC che INPS ed ACI avrebbero dovuto concedere entro fine anno siamo al 30 settembre 2009 !!!??

Mi rivedo le altre dichiarazioni del Ministro che vi ripropongo anche quelle, non vorrei infatti con l’aria che tira di dover ritrattare il tutto ed allora cerco testimonianze vere il Ministro ecco l’altro video:

DOVE DICE TESTUALMENTE: PER 50 MILIONI D’ITALIANI E’ DISPONIBILE UNA CASELLA DI POSTA ELETTRONICA CERTIFICATA; E’GIA DISPONIBILE GIA’ PAGATA GRATUITA.

Pagata da chi ? sul concetto di gratis ci eravamo altresì soffermati http://www.cittadininternet.it/?p=475

1) c’eravamo accorti è l’avevamo scritto che l’esperienza INPS ed ACI era un FLOP poche migliaia di PEC istallate contro i 3 milioni, fra l’altro  vero servizio gratuito. La CEC PAC di POSTE costa al cittadino 50 milioni di EURO

2) dico magari si sono accorti che ha più successo la CEC e PAC ne sono state messe a disposizione 50 milioni sempre a detta del Ministro vado nel sito https://www.postacertificata.gov.it/home/index.dot e fotografo il tanto richiesto contatore delle CEC PAC istallate ed ecco i risultati:

Numero richieste attivazione da portale: 331.422


Numero caselle PostaCertificat@ attivate: 131.219


Valori aggiornati al (27/07/2010 – 18:47)

Ancora non ci sono i numeri relativi alle CEC PAC disdette e conseguentemente un dato reale ma accontentandoci fino alla data indicata su 50 milioni di CEC PAC messe a disposizione dal Ministro ne sono state istallate solo 131.219  !!! non commento per pudore riporto quanto precedentemente citato : http://www.cittadininternet.it/?p=430

3) forse aggiungendo a queste i numeri di ACI e INPS e già perchè se sperimentazione era per INPS dovrebbe esserlo anche per ACI si arriverà a quei milioni di cui si parlava, nenchè per idea saranno anche perchè qui dati ufficiali o pseudo tali non c’è ne sono altre 20.00o CEC PAC arriveremmo a circa 150.ooo con un grande disagio per tutti coloro che credevano di poter scegliere tra INPS ACI E POSTE ITALIANE .

In finale:

1) Se era sperimentazione della durata di pochi mesi malgrado l’accettazione del contratto da parte dei singoli utenti che hanno aderito fortunatamente per loro pochi si doveva spiegare a chiare lettere che di questo si trattava

2) In una operazione, peraltro già, programmata di concedere ad un solo gestore la CEC PAC direi che è stato uno spreco di energie e perdita di tempo inutile preceduta da annunci roboanti fatti di numeri irrealizzabili 3 milioni di PEC,CEC,PAC entro fine 2009, vista poi lo stato dell’avanzamento della PEC,CEC,PC nella Pubblica Amministrazione

3) Se sperimentazione era ed è i numeri quelli veri che ne sono usciti fuori dovevano far presagire quello che è avvenuto è sta avvenendo con la CEC, PAC vedi i dati su riportati

4) Creare nuove aspettative è dannoso special modo per chi la crea avevamo detto e dimostrato anche questo : http://www.cittadininternet.it/?p=590

5) Con non poche ribellioni solo professionisti e le imprese di nuova costituzione, erano obbligate a farlo, da UNO stesso venditore di PEC  Infocamere al momento della iscrizione,

A questo punto mi domando ma quei poveri disgraziati che hanno preso la PEC da INPS e ACI prima credevano che era una normalissima PEC anche perchè l’altra la CEC PAC non era stata neanche inventata che hanno un indirizzo PEC o CEC PAC che sia,  ora se lo vedono cambiare con modalità fra l’altro non chiare almeno sotto il profilo tecnico cosa faranno ? Ma sopratutto si vedranno appioppato il famigerato Fascicolo Elettronico personale con le conseguenze di cui abbiamo ampiamente parlato.

CPECPT

Figlia della PEC destinata al processo telematico fa macchina indietro vedi articolo dell’ Amico Giorgio Rognetta. http://www.diritto.it/docs/29953

CERTIFICATO MEDICO CON LA PEC

Anche qui si ritorna alla sperimentazione e si chiede aiuto a SOGEI e LOMBARDIA INFORMATICA vedi http://www.ilgiornale.it/milano/certificati_malattia_on_line_tecnici_lavoro/28-07-2010/articolo-id=463921-page=0-comments=1 insomma il miracolo sulla Sanità come era ovvio e ben lungi da arrivare anche in questo caso ne avevamo già parlato http://www.cittadininternet.it/?p=377


Non sarebbe ora che il Ministro rifletesse un attimo che gli Italiani questa PEC,CEC,PAC non la vogliono proprio !


Bookmark and Share

GUARDIE E LADRI l’antico problema

Anche stavolta Totò è ispiratore sul vecchio e discusso problema che stavolta coinvolge anche l’OBLIO in Internet, difatti come l’eterno inseguimento tra Guardie e Ladri, la ricerca delle prove le intercettazioni sono temi che in questo Paese si cercano di risolvere a colpi di leggi, regolamenti dibattiti in un modo sempre più globale ed in un paese che tende a rimanere sempre più relegato hai suoi sistemi bizantini ed ecco ma l’avevo già detto http://www.cittadininternet.it/?p=260 come la tecnologia che se ne frega delle leggi va avanti in una gara tra Università ricercatori e studiosi per mettere a punto quella che sarà il sistema per distruggere a tempo i propri dati sulla rete da un lato :

LE GUARDIE VANISH ( non è il detersivo ma il nome mi pare appropriato togli macchia)

Informatica e comunicazione attraverso il Web rende praticamente impossibile lasciare il passato alle spalle. Dati, foto,post Facebook ed altro possono riemergere magari nel corso di un colloquio di lavoro, più aziende fanno oggi un  pre-screening del passato di una persona attraverso il web che dire poi di un computer portatile smarrito o rubato dove sono celati dati personali,  messaggi, documenti riservati e tanti altri casi ancora .

L’Università di  Washington pubblica oggi i risultati di una ricerca che mira a proteggere la privacy dei passato, dati archiviati – quali le copie delle e-mail gestiti anche dal nostro provider di posta elettronica  che può  accidentalmente, o illegalmente divulgare i nostri documenti e attacchi legali. In particolare, lo studio vuole assicurare che tutte le copie dei  dati da noi determinato divengano illeggibili dopo un tempo specificato dall’utente, senza alcuna azione specifica da parte dello stesso, senza bisogno di alcuna intervento  da parte di terzi anche se solo per effettuare la cancellazione, ed anche se un terzo legittimato o meno abbia ottenuto  una copia cache dei dati e la chiave  crittografica dell’ utente e la password relativa od altre credenziali di accesso hai file.

Il nome del progetto è Vanish è una  ricerca volta a rispondere a questa sfida attraverso una integrazione di tecniche crittografiche con i sistemi distribuiti. Inizialmente è stato implementato un proof-of-concept di  Vanish  è il prototipo che utilizza il nodo di un milione di Vuze BitTorrent per creare un vero e proprio sistema basato su chiavi crittografiche per  distruzione dei dati stessi denominata DHT. Qui di seguito lo schema funzionale, sperimentato in G-Mail di Google:.

Grazie anche alle ricerche dell’università del Texas ed altri ricercatori ed aziende coinvolte nel progetto si è riscontrato che il sistema Vuze per attuare la DHT (distruzione a tempo dei file) su cui era basato Vanish non è stato adeguatamente protetto dagli attacchi di tipo Sybil sistema che cerca di raccogliere i dati dal DHT prima della distruzione. Il codice è ormai on-line a disposizione di chiunque voglia collaborare con questo progetto

Il gruppo di lavoro sta studiando nuove soluzioni  e architetture per la distruzione dei dati stessi.  Credo che il futuro dell’ autodistruzione dei dati è il sistema di autodifesa logico e naturale di tutti gli utenti di Internet sia privati che imprese ed organizzazioni commerciali , risolverebbe la problematica tanto discussa nel nostro paese , ancora una volta la tecnologia va avanti al posto di nuove leggi e norme che creano solo confusione. Un modo come difendersi anche dal “grande Fratello” della PEC

Dall’altra parte I LADRI l’Università del Texas ed altri con UNVANISH l’antitesi a Vanish che hanno subito annunciato:

We at the University of Texas at AustinPrinceton and the University of Michigan”  una specie di dichiarazione di guerra, annunciano di aver reso vulnerabile la sicurezza del codice Vanish chiamandolo Unvanish, usando un tipo di attacco noto come Sibilla (Sybil attack ) si basa su  un idea abbastanza semplice quella di “sovvertire” le identità degli algoritmi distribuiti in un sistema DHT distributed hash table. Non vorrei perdermi in tecnicismi in questo BLOG con tutto che la tentazione è forte, per chi vuole approfondire troverà tutto nei link.

Carino no ! ma interessante non appena uscita la disponibilità del codice VANISH ( che non è uno smacchiatore)  subito la gara contraria per sconfigere Vanish ma sopratutto un altra Università positivo questo sistema che nella competizione si riescono ad affinare prodotti ed alla fine diverrà un prodotto commerciale  se i ricercatori Italiani (università) funzionassero in questo modo non ci sarebbero più bisogno di finanziamenti. BELLA GARA COMUNQUE ! appassionante almeno per me.

Bookmark and Share

LA SEGRETO DI PULCINELLA

Si discute d’intercettazioni ma la nostra PEC-CEC-PAC può essere intercettata ?

Tutto il meccanismo della PEC-CEC-PAC s’incentra su di una trovata tutta Italiana la “Busta di Trasporto” regolata sia dal D.P.R. n. 68/2005 che dal DECRETO 2 novembre 2005 Regole tecniche per la formazione, la trasmissione e la validazione, anche temporale, della posta elettronica certificata , difatti il messaggio che noi prepariamo viene imbustato nella cosidetta “busta di trasporto” dal gestore del mittente e spedito a quello del destinatario è bene fare particolare attenzione a questa nuovo sistema dove la firma digitale viene apposta sulla “busta di trasporto” secondo la normativa al fine sembrerebbe di salvaguardare le due parti mittente e destinatario e dare sicurezza a quanto contenuto nella “busta di trasporto”

Orbene con questa procedura si snatura la natura della firma digitale e suoi scopi essa infatti è nata  non  solo per certificare colui che firma un documento, oggi anche contratti ed altri atti amministrativi ma per sostituire la firma autografa , normalmente autenticata da un notaio o da un pubblico ufficiale. Assimilandola al timbro che l’ufficio postale appone al plico raccomandato mi sembra si usi la firma digitale in modo improprio. Con una importante aggravante di ordine tecnico che approfondisco ma anche giuridico che lascio ai giuristi

  1. La firma digitale è univoca ed appartiene per la sua natura alla persona fisica che l’ha richiesta nel rispetto delle procedure stabilite dalla legge istitutiva della stessa , nonchè delle direttive comunitarie relative la prima la 93/99, in Italia piuttosto restrittive.
  2. Il titolare della stessa è soggetto ad una serie di cautele sullo uso è la conservazione la messa in sicurezza della stessa, conservazione in apparati sicuri uso avanzato di password ecc. .
  3. L’uso è ristretto alla firma di documenti in forma digitale la formazione dei quali ha valenza giuridica, tale concetto riportato sia nella legge Bassanini all’art 15/2 piuttosto chiaro “Gli atti, dati e documenti formati dalla pubblica amministrazione e dai privati con strumenti informatici o telematici, i contratti stipulati nelle medesime forme, nonché la loro archiviazione e trasmissione con strumenti informatici, sono validi e rilevanti a tutti gli effetti di legge
  4. Il principio  su enunciato cardine di tutte le norme successive non entra minimamente nel merito di come il documento debba essere spedito, archiviato, trattato.
  5. Una delle caratteristiche della firma digitale è quella di garantire l’inalterabilità del documento una volta firmato, conseguentemente lo stesso in qualsiasi modo venga spedito, archiviato od altro deve rimanere integro ed originale, può anche essere criptato e/o protetto da password, per non renderle intellegibile a terzi se non coloro che vogliamo.

Esaminando invece cosa avviene nel mondo PEC il gestore ne più e nemmeno come l’ufficiale postale mette un timbro,  firma con un’unica o più firme digitali di sua disponibilità e proprietà le buste in cui transitano tutti i documenti spediti attraverso la PEC e li conserva nei server di sua proprietà le cui porzioni sono “affittate” ai titolari di caselle PEC, scambia le chiavi costituenti la firma digitale con altri gestori ed invia le “buste di trasporto” che contengono i messaggi e relativi allegati al gestore del destinatario ingenerando il traffico composto da messaggi e ricevute. secondo il seguente schema.

Così come l’adetto alla sicurezza di un Hotel accede con il passpartout in qualsiasi camera , il gestore dall’una (mittente) e dall’altra parte (destinatario), ha la possibilità  di accedere con le proprie credenziali in qualsiasi casella di posta elettronica certificata (assimilabile alla stanza d’albergo), ed aprire qualsiasi messaggio in essa contenuto in quanto tenutario della chiave crittografica X-509 (firma digitale) di tutte le buste di trasporto di tutti i suoi clienti titolari di caselle PEC-CEC-PAC. Questo fatto tecnicamente incontrovertibile fa una differenza non da poco con la raccomandata che ritorna integra al mittente in caso di mancata consegna, entrambi sono soggetti oltre che a fatti di illegalità, infedelta dei dipendenti del gestore ecc. anche ad intercettazioni, peraltro libere e non soggette all’odierna storia infinita della legge sulle intercettazioni in discussione da oltre 5 anni che si occupa prevalentemente delle intercettazioni in fonia (telefonate) da parte dell’ Autorità Giudiziaria Questa infatti con una semplice ordinanza di poche righe può disporre, ad esempio a Poste Italiane, “Intercetta tutti i messaggi in arrivo e partenza dalla casella PEC del Sig. Rossi e mandamene una copia” Non c’è che dire sistema semplice è rapido per avere tutto ma proprio tutto già trascritto e pronto all’uso.

Mi sembra quindi sostanziale la differenza con un sistema S-mime dove il messaggio transita:

1)   Su di un provider di nostra fiducia e non imposto da nessuno

2)   Può essere criptato e conseguentemente anche se intercettato da un malintenzionato o dall’autorità non potrà essere usato

3)   In sostanza ha le stesse caratteristiche della PEC-CEC-PAC con la riservatezza in più oltre la firma digitale sul documento e non sulla busta

4)   Può essere usato in tutto il mondo

E non si può dire che non se ne sia discusso Cittadini di Internet nel 2009 organizzo un convegno a Roma dal titolo significativo “Privacy ed Intercettazioni , non solo telefonate”[1]

In caso di un’eventuale mancata ricezione da parte del destinatario il gestore di posta del destinatario informerà il mittente qualora entro 24 ore non sia riuscito ad effettuare la consegna della busta di trasporto contenente il messaggio .

I gestori sono tenuti (non obbligati) a verificare che il messaggio di posta elettronica non sia contagiato da virus e ad adottare i comportamenti disciplinati all’art. 12 del D.P.R. 68/2005 (fig n. ).

Il D.P.R. n. 68/2005 stabilisce, anche, una soluzione per l’eventuale smarrimento delle ricevute; infatti, un apposito archivio informatico custodito dai gestori di posta elettronica certificata, ha il compito di conservare, per un periodo di trenta mesi, le tracce informatiche caratterizzate dallo stesso valore giuridico. Quello che non si riesce a capire è come si riescano a separare ricevute dai contenuti quindi l’intero messaggio. E’ evidente che i gestori conservano l’intero messaggio nella casella di PEC-CEC-PAC anche se contenuto nella busta di trasporto, firmata digitalmente di cui il gestore conserva le credenziali chiavi per aprirla ad ogni legittima richiesta, oltre a correre il rischio di essere aperta da intrusi che sono o possono entrare in possesso delle chiavi di accesso.

Rimane l’interrogativo perchè usare questo sistema ?


[1] Gli atti filmati ed interventi del convegno https://www.convegnieventi.com/pagina.asp?id=13

Bookmark and Share

Il Boomerang di Creare nuove aspettative

Se si creano nuove aspettative bisogna che queste diano risposte certe se no la delusione crea un effetto Boomerang contro chi ha creato provvedimenti legislativi come il tanto discusso e-government che dovrebbe essere, anche attraverso la PEC,CEC,PAC risolutore di tutti i problemi del Paese, il cittadino infatti è in buona fede convinto di avere finalmente risposte certe ed invece puntualmente si scontra contro il muro di gomma della Pubblica Amministrazione, inizieremo a dare voce alle problematiche che ci vengono poste ecco il primo legittimo quesito ad oltre un mese dal lancio della CEC,PAC ed oltre un anno da quella che doveva essere la spinta definitiva sulla PA a norme ormai in vigore da oltre 10 anni legge Bassanini 1997 e mai realmente applicate,  dovevano invec essere risolutrici dei problemi della burocrazia Italiana. La domanda ha  coinvolto oltre noi anche un Difensore Civico, preferiamo per dare autenticità alla problematica pubblicare nello stesso ordine temporale,  per intero la discussione d’interesse di chissà quanti cittadini che hanno inteso rivolgersi alla PA con il nuovo sistema della PEC,CEC,PAC:

LUCA FRANCESCHI (giornalista) ci chiede a noi ma anche al Difensore Civico :

Ciao Massimo. Una domanda secca. Il funzionario che riceve una Pec (CEC,PAC ndr) e non risponde entro 30 giorni (data di Legge per le risposte al cittadino) può essere denunciato per “omissione di atti d’ufficio”?

CITTADINI DI INTERNET RISPONDE:

Domanda da Un milione di Euro proverò a rispondere e poi la pubblico anche così vediamo qualche reazione:

1)     Non mi risulta ci sia una legge specifica che assegna 30 gg invece c’è un’altra disposizione recente Legge 18 giugno 2009, n. 69 art. 34, che mi sembra chiaro, il fatto è che non si dispone di sanzioni in materia ed inoltre sono inadempienti la quasi totalità della PA:

Art. 34. (Servizi informatici per le relazioni tra pubbliche amministrazioni e utenti)

1. Al codice dell’amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all’articolo 6 è aggiunto, in fine, il seguente comma: «2-bis. Le pubbliche amministrazioni regionali e locali hanno facoltà di assegnare ai cittadini residenti caselle di posta elettronica certificata atte alla trasmissione di documentazione ufficiale»; b) all’articolo 54, dopo il comma 2-bis sono inseriti i seguenti: «2-ter. Entro il 30 giugno 2009, le amministrazioni pubbliche che già dispongono di propri siti sono tenute a pubblicare nella pagina iniziale del loro sito un indirizzo di posta elettronica certificata a cui il cittadino possa rivolgersi per qualsiasi richiesta ai sensi del presente codice. Le amministrazioni devono altresì assicurare un servizio che renda noti al pubblico i tempi di risposta, le modalità di lavorazione delle pratiche e i servizi disponibili.

2-quater. Entro il 31 dicembre 2009 le amministrazioni pubbliche che già dispongono di propri siti devono pubblicare il registro dei processi automatizzati rivolti al pubblico. Tali processi devono essere dotati di appositi strumenti per la verifica a distanza da parte del cittadino dell’avanzamento delle pratiche».

2)     Diversa è l’applicazione del codice penale in materia, (art. 340 CP che recita: Interruzione di un ufficio o servizio pubblico o di un servizio di pubblica necessità.Chiunque, fuori dei casi preveduti da particolari disposizioni di legge cagiona un’interruzione o turba la regolarità di un ufficio o servizio pubblico o di un servizio di pubblica necessità è punito con la reclusione fino a un anno. ndr), come mi sembra tu voglia fare, la responsabilità in questo paese è personale, a mio avviso vai ad infilarti in un vicolo cieco e sbatti contro un muro di gomma, devi prevedere anni e spese totalmente a tuo carico.

3)     Bisognerebbe poi verificare altri effetti ad esempio se si tratta di una pratica soggetta a  silenzio assenso od altre peculiarità.

In sostanza siamo molto lontani dalla soluzione dei problemi pratici del cittadino.

ANALOGA DOMANDA VIENE POSTA AL  Difensore Civico

Il funzionario che riceve una Pec (CEC,PAC ndr) e non risponde entro 30 giorni (data di Legge per le risposte al cittadino) può essere denunciato per “omissione di atti d’ufficio”?

IL DIFENSORE CIVICO RISPONDE:

Buon giorno, la sua “domandina” non è punto banale.

Questo non per contraddirla, ma perché in effetti chi non è del settore spesso non conosce la varietà e la difficoltà delle problematiche e dei dubbi che sorgono da norme in apparenza di facile applicazione.

Premetto che la PEC  garantisce la certezza della provenienza da un dato indirizzo di mail, ma la “raccomandata” senza firma digitale non è sottoscritta.

E’ cioè un pezzo di carta virtuale, che proviene da una data casella certificata.

Circa l’omessa risposta, la questione è piuttosto articolata.

Omissione di che?

Poniamo che Tizio chieda  l’accesso ad un atto amministrativo.

Qui sorge, in effetti, un obbligo puntuale di rispondere in capo alla PA che ha ricevuto la richiesta.

Questa è una brevissima panoramica della (oscillante, come potrà constatare) giurisprudenza penale sul punto:

In tema di richiesta di accesso ai documenti amministrativi, ai sensi dell’art. 25 della legge 7 agosto 1990 n. 241, coincidendo il termine di trenta giorni dalla richiesta dell’interessato formulata ex art. 328, comma secondo, c.p. con il termine per il maturarsi del silenzio rifiuto, deve escludersi la configurabilità del reato di omissione di atti di ufficio se il pubblico ufficiale non compie l’atto richiesto e non risponde al richiedente, perché con il silenzio-rifiuto, sia pure per una presunzione, si ha il compimento dell’atto e viene comunque a determinarsi una situazione che è concettualmente incompatibile con l’inerzia della Pubblica Amministrazione.

Sez. VI, sent. n. 12977 del 11-12-1998 (cc. del 06-10-1998), Raimondi (rv 212311).

Integra il reato di omissione di atti d’ufficio la condotta del segretario comunale che, a fronte della richiesta di un consigliere comunale di accesso agli atti, ometta di fornirgli e di rispondere nei termini di legge, essendo irrilevante che gli atti richiesti non rientrino nelle competenze deliberative del Consiglio. (In motivazione, la Corte ha chiarito che il potere di sindacato ispettivo, di stimolo e controllo sull’attività degli organi comunali previsto dall’art. 42 T.U.E.L . dà diritto ai consiglieri di ottenere qualsiasi informazione necessaria per il suo esercizio). (Rigetta, App. Brescia, 22 Novembre 2005)

Sez. VI, Sent. n. 21163 del 08-04-2009 (ud. del 08-04-2009), G.G. c. C.O. (rv. 244143).

Questi criteri si applicano, mutatis mutandis, agli altri casi in cui la PA debba iniziare un procedimento amministrativo.

Omissione e ritardo non riguardano pertanto un atto qualsiasi, non una generica risposta chiesta dal cittadino, ma un atto che per legge, per regolamento, per ordine del superiore…  faccia sorgere un preciso obbligo giuridico a carico del responsabile.

Non ogni richiesta di iniziare un procedimento comporta infatti un obbligo di agire: se così fosse, pressoché tutti i dipendenti pubblici (eccezion fatta per i magistrati, ad es., cui non sia applicano le norme in oggetto), sarebbero destinati immancabilmente a divenire dei pregiudicati.

Esiste comunque un’articolata giurisprudenza amministrativa sui casi in cui vi sia e quelli in cui non vi sia l’obbligo, appunto, di iniziare un procedimento.

Va inoltre considerato che il termine di 30 gg. non è irrelato, bensì risulta connesso al termine del singolo procedimento di cui si discute.

Insomma, la materia è troppo estesa perché la possa trattare in maniera puntuale con una mail.

In via eccezionale le fornisco queste (inevitabilmente incomplete) indicazioni, ma -  non me ne voglia – l’ufficio del Difensore civico non rilascia “pareri” se non al termine di un procedimento in cui sia stata previamente coinvolta l’amministrazione interessata.

Ciò sia per ragioni di carico di lavoro (se iniziamo a rilasciare valutazioni sul piano teorico al di fuori di un procedimento concreto non riusciamo più a gestire l’attività ”defensionale” che ci compete ai sensi di legge), sia perché il DC è  strettamente tenuto all’”audiatur et altera pars”.

LA REPLICA E LE PRECISAZIONI  DI CITTADINI DI INTERNET:

Come ti appena detto è con estremo piacere che vorrei vedere coinvolto direttamente per una “civica argomentazione” il difensore civico, il quale in sostanza ribadisce quanto da me detto specialmodo per quanto attiene la non banalità della tua domanda, direi però che l’argomento va introdotto in un orizzonte più ampio precisando la domanda che a mio avviso dovrebbe essere portata avanti vista l’importanza della stessa in modo formale come ha detto lo stesso in modo da avere un parere formale che fa storia cioè:

1)     Può essere considerata omissione di atti di ufficio art. 340 CP il contravvenire al disposto della Legge 18 giugno 2009, n. 69 art. 34 a prescindere poi come citato giustamente i singoli casi, mi spiego meglio il Governo ed il Ministro Brunetta sta cercando di far funzionare la PA spendendo soldi dei cittadini, discutiamo è critichiamo il mezzo PEC ma la legge c’è e va rispettata se no tutto il discorso è inutile. Da parte nostra siamo intervenuti già da tempo inviando alle PA inadempienti e per conoscenza allo stesso Ministro l’e-mail allegata che ipotizza il reato da te evidenziato, mi sembra che gli elementi per una procedura formale ci siano tutti.

2)     Su quanto detto dal Difensore civico relativamente all’invio di atti tramite PEC,CEC,PAC che dir si voglia debbo dire che purtroppo “aveva ragione” fino a quando il Ministro non ha in modo tutto da discutere, cambiato tutta una serie di norme con l’introduzione cioè del DPCM  6 maggio 2009 art. Art. 4. . Le pubbliche amministrazioni accettano le istanze dei cittadini inviate tramite PEC nel rispetto dell’art. 65, comma 1, lettera c), del decreto legislativo n. 82 del 2005. L’invio tramite PEC costituisce sottoscrizione elettronica ai sensi dell’art. 21, comma 1, del decreto legislativo n. 82 del 2005.

Conseguentemente la PA “dovrebbe” accettare qualsiasi istanza inviata da Cittadini tramite PEC,CEC,PAC. Su questa norma mi aspetto tutta una serie di contestazioni che sfoceranno in un incredibile intasamento della nostra asfittica giustizia.

L’ipotesi di avere uno scenario in cui tutti i dipendenti pubblici divengano Pregiudicati non è banale, mi sembra che sia però nel modus operandi del Ministro, conseguentemente rimarrei nell’ambito del punto 1) che non mi sembra proprio se attuato in modo saggio e graduale sbagliato se non bisogna ricorrere alla commedia Italiana di oltre 30 anni fa per vedere che nulla è cambiato vedi: http://www.cittadininternet.it/?p=328.

Ripeto una dialettica diretta con te ed il difensore civico al di la degli schemi sarebbe utile a tutti i cittadini, da una parte bisognerà cominciare per fare chiarezza. Unisco alla fine presente l’e-mail con te scambiate in modo di avere una continuità del discorso che vorrei rendere pubblico se sei d’accordo in quanto di pubblico interesse.

In attesa della replica del difensore civico alcune considerazioni finali:

Abbiamo criticato la PEC,CEC,PAC per tutto quello di sbagliato c’è e poteva provocare, come è ovvio in tutte le novità, fermo rimanendo che la PEC novità non è, nell’uso escono fuori i problemi veri quelli di una PA che non si era preparata ne nel lontano 1997 alla digitalizzazione dell’apparato burocratico men che meno nel 2005 con l’avvento del Codice della Amministrazione digitale o con la PEC che risale a quest’ultimo, non potevano quindi interventi infilati in mezzo a maxi provvedimenti che di tutto e di più parlano d’incanto far cambiare le cose. Quello che vediamo e vedremo complicherà terribilmente lo scenario che crediamo sia stato creato in perfetta buona fede, privo come abbiamo detto più volte di un progetto ed un idonea vera sperimentazione.


Bookmark and Share

Gli Enti inutili duplicati, si parlano tra Ministri ?


Non so quanti di voi hanno visto ieri sera Anno Zero con l’interessante intervento del Ministro Tremonti particolarmente sulla eliminazione/accorpamento degli Enti Inutili e sulla duplicazione delle funzioni degli stessi si sono fra gli altri soffermati sull’ Ispel ente per la  prevenzione degli infortuni sul lavoro con un confronto diretto con i tecnici dello stesso Istituto che verrano trasferiti all”Inail ,  non voglio entrare nel merito della diatriba ma a detta di Tremonti l’Ispel è un duplicato di INAIL conseguentemente risparmio a parte l’accorpamento è una naturale conseguenza nel dibattito che si è svolto dal vivo lo stesso ha sottolineato che questa cosa va fatta ed se no l’Italia fa una brutta fine. Sul principio non c’è nulla da dire mi viene però in mente se in effetti ci sia un colloquio tra i Ministri e Ministeri a detta di Tremonti lui avrebbe chiesto hai Ministeri quali erano gli enti da eliminare, ancora una volta non discuto sulla procedura penso sia stata studiata, mi viene però in mente quanto citato da Guido Scorza in merito ad un Ente che è senza dubbio un DUPLICATO che per analogia è identico all’operazione ISPEL mi riferisco l’ AGENZIA PER LA DIFFUSIONE DELLE TECNOLOGIE PER L’INNOVAZIONE ,

Quindi in Italia abbiamo un Ministero dell’Innovazione che conosce senza ombra di dubbio l’esistenza della Agenzia che gode di finanziamenti pubblici pari ad oltre  11 milioni di Euro dal 2009, ora se si ha il tempo di seguire quanto detto dal Ministro sembra che la manovra sia maggiormente incentrata nelle verifiche fatte  sia sull’operatività degli Enti cosidetti inutili che sui compensi dei Presidenti, consiglieri consulenti, ora se ci si interroga cosa questa Agenzia abbia fatto ed i risultati sono quelli pubblicati nel  WEB ,se si pensa che l’unica gara promossa dall’AGENZIA è stata quella sui servizi di tesoreria cioè la banca che doveva gestire i soldi pagati da Tremonti. Direi che non solo urgente accorpare la stessa nel competente Ministero ma il buco è talmente enorme da promuovere si una attenta inchiesta di dove siano finiti tutti questi soldi. Ma Brunetta non desiste dopo aver finaziato l’Agenzia nata da un Decreto Nicolais 8/04/08  di altri 3 milioni  di Euro per il 2011 dice che tra SEI mesi funzionerà un altra promessa fra l’altro noto che ci sono alcuni numeri fissi il SEI è ricorrente, sarà un altro sogno ??!!  Un consiglio poi, perché come linea Amica non si apre alla rete una sorta di segnalazione degli Enti inutili o duplicati da parte di Tremonti ? visto che fra l’altro come da statuto i famosi emolumenti da lui tanto criticati sono proprio nella fattispecie da lui stesso approvati:

Le indennita’ di carica del Presidente, dei membri del Consiglio di amministrazione, del comitato tecnico scientifico e del collegio dei revisori dei conti sono determinate con decreto dell’Autorita’ vigilante, sentito il Ministro dell’economia e delle finanze.

2. I gettoni di presenza spettanti ai componenti del consiglio di amministrazione ed ai componenti del collegio dei revisori dei conti, sono stabiliti con decreti dell’Autorita’ vigilante, sentito il Ministro dell’economia e delle finanze.
3. I gettoni di presenza dei membri del comitato tecnico-scientifico ed il compenso spettante ai componenti del nucleo di valutazione e di controllo strategico, sono determinati con
delibera dal consiglio di amministrazione, approvata dall’Autorita’ vigilante, sentito il Ministro dell’economia e delle finanze.

Le indennita’ di carica del Presidente, dei membri delConsiglio di amministrazione, del comitato tecnico scientifico e delcollegio dei revisori dei conti sono determinate con decretodell’Autorita’ vigilante, sentito il Ministro dell’economia e dellefinanze.2. I gettoni di presenza spettanti ai componenti del consiglio diamministrazione ed ai componenti del collegio dei revisori dei conti,sono stabiliti con decreti dell’Autorita’ vigilante, sentito ilMinistro dell’economia e delle finanze.3. I gettoni di presenza dei membri del comitatotecnico-scientifico ed il compenso spettante ai componenti del nucleodi valutazione e di controllo strategico, sono determinati condelibera dal consiglio di amministrazione, approvata dall’Autorita’vigilante, sentito il Ministro dell’economia e delle finanze.

Bookmark and Share

Il miracolo dell’eliminazione della carta

CHI LA FABBRICA !!!

CHI LA BRUCIA !!

Nulla si crea e nulla si distrugge tutto si trasforma ! in cosa però ?

Bookmark and Share

Tra intercettazioni, concussioni, malversazioni

Nessuno ha notato che il finale è sempre quello …..oni che sono proprio quello che si sono rotti gli Italiani.

Il tempo passa ma la metodologia è sempre quella altro che fannulloni bamboccioni, PEC,CEC,PAC  ed altro ora ci becchiamo una altra bella manovra da quasi 30 miliardi l’unica cosa che è cambiata è che ora sono EURO e non lire !

Bookmark and Share

Mi sembra proprio che ci stiano prendendo per il sedere


Direi che c’è poco da commentare osservate la risata di Brunetta in una performance sull’innovazione tecnologica e lo sguardo di Berlusconi e pensate a tutti noi !!!

Bookmark and Share

Brunetta i conti proprio non li sa fare


I conti non li sa fare ne con le auto Blu ne tantomeno con la PEC

Sono 197.412 le caselle di Posta elettronica certificata (Pec) attivate dai cittadini fino ad oggi e sono 23.450 quelle attivate dalle pubbliche amministrazioni. A fornire i dati, aggiornati ad oggi, e’ il ministro della Pubblica amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta.

Questa è la dichiarazione rilasciata il 17 Maggio in occasione del PA Forum di Roma.

Avevamo pensato d’inviargli un Pallottoliere che abbiamo comprato per dargli una mano eccolo qui sotto, pensate possa essere utile ?

La nostra associazione aveva consigliato al Ministro Brunetta con una lettera a lui indirizzata di mettere nel sito WEB un contatore onde evitargli il gravoso compito di contare lui il numero delle attivazioni di Posta Elettronica Certificata. Il Testo della lettera “

Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Ministro, Prof. Renato Brunetta Corso Vittorio Emanuele, 116 – 00186 Roma E.p.c. Poste Italiane Amministratore Delegato, Dott. Massimo Sarmi SEDE NAZIONALE Telecom Italia Amministratore Delegato, Dott. Franco Bernabè SEDE NAZIONALE Oggetto: Dati relativi al sito web per la Posta Certificata CEC PAC: www.postacertificata.gov.it Preg.mo Sig. Ministro Il sistema di Posta Certificata CEC PAC non ha nulla di certo se non il fatto di voler cambiare il modo legale di comunicare di noi Italiani, ma non solo quello poiché vuole cambiare anche il nostro domicilio. Non è partito bene e sta andando avanti peggio. Non si riesce, infatti, a capire perché non siano resi pubblici ed intellegibili a tutti gli italiani i dati di accesso al sito web che, grazie ai 50 milioni di Euro pagati da tutti, gestisce sia quelli che vogliono la PEC, CEC PAC sia quelli che non la vogliono. Il sito era già partito male, bloccato più volte e non funzionante per alcuni giorni. Si dice agli utenti che ciò sia dovuto all’eccesso di affluenza, ma tutto questo assomiglia molto ai numeri delle manifestazioni in piazza dove non si riesce mai a capire quanti siano i manifestanti, poiché c’è chi dichiara un numero e chi un altro. Eppure, dovremmo essere davanti ad un sistema tecnologico avanzato dal momento che, con soldi pubblici, si è affidata la realizzazione del relativo sito web a due delle più importanti aziende del nostro Paese: Poste Italiane e Telecom Italia. Mi sembra giusto che pubblico deve essere anche il dato di quanti accedano al sistema. Per questo, la nostra Associazione chiede a Lei e ai due gestori del sistema in oggetto di inserire due contatori pubblici. In questo modo, saranno pubblici il numero di accessi, il numero di quanti hanno realmente veramente compilato il modulo e quanti siano poi andati a fare la fila alle Poste Italiane per ritirare la CEC PAC PEC o come la si vuol chiamare. Sarebbe un segno di civiltà e trasparenza di cui, mi sembra, Lei vuole essere fautore e paladino con: faccine, stipendi dei dipendenti sul web ecc. evitando, a costo zero per la Pubblica Amministrazione, che chiunque possa indicare cifre a caso. Certi di un Suo riscontro in merito, Le porgiamo i nostri migliori saluti. Il Presidente Massimo Penco

Grande è stata la nostra sorpresa quando oggi nell’andare nel sito WEB: https://www.postacertificata.gov.it/home/index.dot trovare un pseudo contatore che riporta testualmente nella Home page:

Numero richieste attivazione da portale: 210.031 Numero caselle PostaCertificat@ attivate: 70.464 Valori aggiornati alle ore 09:20 del giorno 20/05/2010

Il numero delle attivazioni al 20 Maggio 2010 ed il numero delle caselle è 70.464 ben inferiori di quelle annunciate dal Ministro 3 giorni Prima 197.412. Non vogliamo entrare nel merito delle cifre evidentemente a furia di contare tra auto blu e PEC CEC PAC ha fatto confusione è si sbagliato e di parecchio !

Entrando nell parte tecnica quello che è stato messo nel sito non è proprio un contatore, dinamico che registri gli accessi al modulo on-line per la richiesta della CEC PAC, bensì un testo che riporta una rilevazione, speriamo, fatta non si sa da chi che può essere cambiata a piacimento, quella riportata è quella vista oggi alle ore 16:30, che verrà da noi monitorata, speriamo che i rilevamenti non siano come quelli del Ministro e rispecchino la verità, visto che sono soldi pubblici di cui stante alla polemica di questi giorni con il Ministro Tremonti non vi era la copertura finanziaria di quei 50 milioni concessi a Poste Italiane e Telecom. Riteniamo sia gratuito ed offensivo per tutti gli Italiani rilanciare affermazioni come : “Abbiamo riempito tre Stadi….” Quando sembra evidente il flop dell’iniziativa della CEC PAC come da noi più volte annunciato, agli Italiani non piace proprio l’idea, come pure continuare a dire che è gratis ha del ridicolo visto che costa 50 milioni di euro di cui si è ben guardato dal controllare se quei soldi erano disponibili, tanto LUI fa come gli pare”. Numerose ad oggi sono state le lamentele ed i rilievi di ordine tecnico che giornalmente vengono ripresi della stampa, bocciando in modo assoluto la PEC CEC PAC, CHE SI DICA..

Bookmark and Share

WordPress Themes