LE TRE PEC, Ma non era meglio lo scrivano ?

Sembra proprio non se ne esca fuori forse sarebbe meglio tornare indietro l’Innovazione quella vera ci sembra ancora molto lontana, riprendiamo come se nulla fosse avvenuto i temi della ormai famosa PEC made in Italy e suoi derivati , ma forse è meglio ritornare allo scriba e con i tempi che corrono non mi pare un ipotesi banale!

Alla luce della presa di posizione del Ministero dello sviluppo economico che con la circolare del n°3645c del 03/11/2011  ha inteso dare una svolta interpretativa molto forte sull’uso della cosiddetta PEC (made in Italy) ed in funzione di un nuovo probabile rinvio dell’obbligo della comunicazione della PEC (http://www.eutekne.info/Sezioni/Art_370659.aspx) , ci ha portato a ritornare sull’argomento ed ovviamente da parte nostra abbiamo chiesto lumi al Ministero in base anche alle risposte debbo dire rapidissime dello stesso riteniamo opportuno fare un po’ di chiarezza. La PEC non è solo una e non è un marchio di una invenzione Italiana bensì una denominazione generica:  Posta Elettronica Certificata, che racchiude secondo la legislazione Italiana due tipologie di messaggistica a questi due se ne è aggiunto un altro atipico, in quanto non contemplato da nessuna legge e/o regolamento, la CEC PAC quando quindi si usa l’abbreviativo PEC Posta Elettronica Certificata non  si parla di un sistema ma di tre, la peculiarità consiste nel fatto che tutti e TRE i sistemi sono adottabili da Cittadini Italiani, professionisti ed Imprese con sede in Italia con diverse valenze ed accettazione da parte dei pubblici uffici, leggi Camere di Commercio ed ordini professionali, stante questa assurda situazione i vantaggi ampiamente strombazzati di questo sistema sono stati resi vani e conseguentemente se da un lato la ritrosia da parte di tutti ad usare questo sistema è nota dall’altro si va avanti con proroghe su proroghe aspettando forse un miracolo che un sistema incompatibile per chi sà quale miracolo diventi uno standard internazionale, comunque, ecco le PEC (plurale) non LA PEC in sintesi:

1) La Posta Elettronica certificata detta comunemente PEC relativa alla legge  7 marzo 2005, n. 82,  successivi regolamenti e numerose modificazioni e circolari emanate sia dal Ministero dell’Innovazione che da DigiPA che chiameremo per capirsi meglio  PEC made in Italy e  se non altro per differenziarla dalle altre, è  Il  susseguirsi di tutta una serie di leggi, regolamenti tecnici e circolari da far rabbrividire anche il più agguerrito giurista, l’ultima è la Legge n° 2/2009 dove all’art.16/6 viene ridefinita e pone per la prima volta un alternativa alla PEC made in Italy, in quanto la stessa non è compatibile con altri sistemi di comunicazioni internazionali simili, già questa asserzione doveva far fermare questo folle progetto, riportiamo  il famigerato articolo “…analogo indirizzo di posta elettronica basato su tecnologie che certifichino data e ora dell’invio e della ricezione delle comunicazioni e l’integrità del contenuto delle stesse, garantendo l’interoperabilità con analoghi sistemi internazionali”; . A questo punto qualcuno si deve essere accorto che le due PEC non erano compatibili tra loro, come se non fosse pubblicamente noto a tutti, e per meglio dire la PEC made in Italy non era e non è compatibile con la  PEC Internazionale: La soluzione ??!! ma.. visto che erano poche, un’altra legge , come se non bastassero le numerose già emanate, ovviamente tra le righe della stessa legge si ammette se mai ce ne fosse avuto bisogno che la PEC made in Italy non è compatibile con gli standard di comunicazione internazionali soprattutto con la  PEC Internazionale  ecco il testo: Legge n.69 del 18 giugno 2009, art. 35 dove è stato previsto che:

Art. 35.(Diffusionedelle tecnologie telematiche nelle comunicazioni)

  1. 1.
    Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Governo adotta, ai sensi dell’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, un regolamento recante modifiche al regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68, anche al fine di garantire l’interoperabilità del sistema di posta elettronica certificata con analoghi sistemi internazionali.

Nei successivi articoli c’è un ribadire e correggere continuo sul concetto che di PEC non c’è ne è una sola alcuni punti per tutti :

 a) al comma 5, primo periodo, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «o analogo indirizzo di posta elettronica basato su tecnologie che certifichino data e ora dell’invio e della ricezione delle  comunicazioni e l’integrità del contenuto delle stesse, garantendo l’interoperabilità con analoghi sistemi internazionali»;

b) al comma 6:

1) la parola: «unicamente» è soppressa;  (viene soppresso il concetto di PEC unica ndr)

Nell’ultimo viene soppressa la parola: «unicamente» per sottolineare ancora una volta che di PEC NON C’è ne una sola per chi voglia approfondire qui il testo completo.

Ci sembra non ci siano dubbi il governo si dava SEI MESI di tempo per adeguare la PEC made in Italy con analoghi sistemi Internazionali, la PEC Internazionale siamo quasi a due anni ormai !! , più chiaro di così.
Come è altresì chiaro dalla lettura delle stessi leggi emanate dal legislatore e promosse
dal EX-Ministro Brunetta che si sta costringendo tutti ad usare un sistema chiuso che è valido qualora tutti lo abbiano istallato Pubblica Amministrazione in primis, professionisti, imprese e cittadini, cosa che non è e che nessuno vuole. Visto che i sei mesi sono passati ed ora si sta andando avanti a furia di proroghe  che non risolvono il problema alla base. 

 2)La CEC PAC chiamata , purtroppo per brevità ed assuefazione anch’essa PEC questa non ha le caratteristiche legislative di cui al punto uno ma è stata fortemente voluta dal ex Ministro Brunetta che è riuscito ad infilarla in vari provvedimenti legislativi nonché affidarla con una gara quantomeno anomala a Poste Italiane e Telecom Italia la stessa è destinata alla sola comunicazione tra la pubblica amministrazione ed i cittadini , per questo ribattezzata CEC-PAC. Oltre che regalare 50 milioni a Poste Italiane e Telecom Italia su una cosa che doveva essere gratuita, frase questa ripetuta in numerosi articoli di legge altro non è successo, rimane da capire i 50 milioni di Euro chi li abbia pagati stante la la dichiarata gratità dell’operazione . Gli Italiani questa proprio non la vogliono! Del resto è un duplicato della PEC made in Italy con funzionalità ridotte solo per comunicare con la pubblica amministrazione. Malgrado la nostra specifica richiesta sollecitata anche da interventi sulla stampa non si sa quante ne siano state istallate quante revocate un pateracchio insomma !

3)Nella legge 2/ 2009 viene fuori un altro sistema di Posta Elettronica Certificata che ha tutti i diritti di chiamarsi PEC tantè che nella circolare summenzionata viene espressamente indicato come ulteriore mezzo che le Imprese, i professionisti, la stessa pubblica amministrazione ed  i cittadini possono usare per comunicare ed in finale essere in regola con la legge il problema è quale legge? Che chiameremo PEC Internazionale.Invece di cogliere il momento ed abolire la prima Pec made in Italy con una testardaggine unica nel suo genere si è insistito a darla come unica e sola PEC facendo in modo che le CCIAA si rifiutassero di accettare questa altra forma di PEC Internazionale, salvo casi sporadici.

LE STAR del Mondo PEC ALCUNE RIFLESSIONI

POSTE ITALIANE

La PEC ( CEC_PAC)  gli ha dato 50 milioni di Euro da dividere con Telecom Italia in 4 anni, in sostanza quello che doveva sostituire le raccomandate con ricevuta di ritorno viene affidata a chi vende raccomandate ricavando somme 100 volte il valore della gara PEC se questa non si chiama contrasto d’interessi !!!???

TUTTI GLI ITALIANI SECONDO BRUNETTA DOVEVANO AVERE  LA CEC PAC MA QUANDO MAI

La PEC sostituisce la raccomandata Poste Italiane, vendono le raccomandate il cui costo medio a pezzo e di ormai 6 Euro Incassano in un anno con le raccomandate  10 volte quanto hanno incassato con la PEC. Per quale motivo dovrebbero spingere all’uso della PEC ?

LE CAMERE DI COMMERCIO

Infocert è di proprietà delle Camere di Commercio Italiane e vende cosa ? La PEC naturalmente!

Ho parlato lungamente delle differenze tra le tre PEC sul mio Libro
La Posta Elettronica
approfondendo  il tema, ed anche sullo ZIBALDONE SULLA PEC In altro modo non si può chiamare sul modo di usare male le nuove tecnologie un esempio da non imitare.

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Stay Hungry. Stay Foolish ( non traducetela ! )

«Apple ha perso un genio creativo e visionario, e il mondo ha perso uno straordinario essere umano. Quanti di noi hanno avuto la fortuna di conoscere e lavorare con Steve hanno perso un caro amico ed un mentore ispiratore. Steve si lascia dietro una compagnia che soltanto lui avrebbe potuto costruire, e il suo spirito sarà sempre il fondamento di Apple.» Così l’azienda di Cupertino, nel sito ufficiale, listato a lutto per la morte di Steve Jobs, ricorda il  suo fondatore. Inventore di iPod, iPhone, iPad e iTunes, un innovatore per  gli amanti della tecnologia, un genio per chi insieme alle sue invenzioni ne ha apprezzato l’estro, un ispiratore per chi non ha dimenticato le parole pronunciate in occasione della celebrazione della laurea degli studenti dell’Università di Stanford nel 2006. Dovete trovare ciò che amate, - aveva detto - e questo è tanto vero per il vostro lavoro quanto per l’amore. Il lavoro riempirà gran parte della vostra vita e l’unico modo per essere veramente soddisfatti è quello di fare quello che pensate sia il lavoro migliore. E l’unico modo per fare il lavoro migliore è quello di amare quello che fate. Se non lo avete ancora trovato, continuate a cercare. Non vi accontentate. Come tutti gli affari di cuore, lo saprete quando lo troverete. E, come nelle migliori relazioni, diventerà sempre migliore col passare degli anni. Ha invitato a credere, ad avere il coraggio di cambiare a costo di rivoluzionare la propria vita, ha ricordato l’importanza dell’amore per le cose e per il lavoro, dell’identità tra quello che siamo e quello che facciamo, trasmettendo con singolare potenza verbale e spirituale l’autenticità e la specialità di ogni singolo percorso di vita: «Il vostro tempo è limitato, perciò non sprecatelo vivendo la vita di qualcun’altro. Non rimanete intrappolati nei dogmi, che vi porteranno a vivere secondo il pensiero di altre persone. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui zittisca la vostra voce interiore. E, ancora più importante, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e il vostro intuito: in qualche modo loro sanno già cosa veramente volete diventare. Tutto il resto è secondario». Cordoglio e solidarietà da tutto il mondo per un uomo il cui coraggio, la cui potenza carismatica e la cui feroce intelligenza hanno conquistato in poco tempo le simpatie e l’affetto di milioni di giovani e adulti di tutto il mondo, che oggi ne ricordano non già la scomparsa, ma la ancor più acuta e ostinata presenza, nonché la profonda traccia che la sua storia, le sue scelte, i suoi insegnamenti hanno lasciato e lasceranno nella memoria dei suoi affezionati, nella forma della mela, nei colori delle sue creazioni.«Ricordare che morirò presto è stato lo strumento più importante che mi ha consentito di fare le scelte più grandi della mia vita. Perché praticamente tutto – tutte le aspettative, l’orgoglio, le paure di fallire – tutte queste cose semplicemente svaniscono di fronte alla morte, lasciandoci con quello che è veramente importante. Ricordarsi che moriremo è il modo migliore che conosco per evitare le trappola di pensare di avere qualcosa da perdere. Siete già nudi. Non c’è nessun motivo per non seguire il vostro cuore». ( MF Penco) Preferisco ricordarlo così come era e come eravamo, sei arrivato primo anche questa volta !

Ma Jobs non era solo un geniale inventore. Chi lo ha conosciuto ricorda soprattutto il suo amore e l’orgoglio che portava per la sua famiglia, sua moglie Laurene e i suoi tre splendidi bambini, la sua devozione religiosa, la passione nutrita per le cose semplici,  per le carote, la pasta al pomodoro e soprattutto le mele che da ragazzo amava raccogliere dall’orto di casa, una pratica a cui non ha mai rinunciato nonostante il successo multimilionario delle sue invenzioni. «Valevo oltre un milione di dollari quando avevo 23 anni e oltre 10 milioni di dollari quando avevo 24 anni, e più di 100 milioni di dollari quando ne avevo 25. Ma sai, non era poi così importante, perché non l’ho mai fatto per soldi. Essere l’uomo più ricco al cimitero non mi interessa. Andare a letto la sera dicendosi che si è fatto qualcosa di meraviglioso, questo è quello che conta per me». Una personalità capace di cavalcare la cresta dell’onda della ricchezza e della notorietà senza trascendere nel qualunquismo, senza rinunciare alla bellezza e all’originalità, all’umiltà dei grandi. Cittadini di Internet commemora Steve Jobs ricordandogli le sue stesse parole: «E nonostante tutto, la morte è la destinazione che condividiamo. Nessuno vi è mai sfuggito. E così dovrebbe essere perché la Morte è probabilmente l’unica, migliore invenzione della Vita. E’ l’agente di cambiamento della Vita. Elimina il vecchio per far spazio al nuovo.» Che questo sia un nuovo inizio, Steve, non la fine del tuo viaggio. (MF Penc0) avevi ragione ed hai ragione nessuno vuol morire neanchè chi è convinto di andare in paradiso se dobbiamo rimanere in questo mondo il migliore suggerimento è :

“Stay Hungry. Stay Foolish”

ma per favore non cercate di tradurre questa frase !

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UN ATTACCO AL WEB OGNI DUE MINUTI

 Di Massimo F. Penco

Automated attacks require new approach to cybersecurity

Gli attacchi a sistemi informativi hanno raggiunto una frequenza allarmante: negli ultimi tempi se ne conta uno ogni due minuti, per un totale di oltre 10 milioni di attacchi singoli da dicembre 2010 a maggio 2011. Numeri a dir poco impressionanti, specie se si considera l’escalation di attacchi verificatisi ai danni di strutture critiche e sensibili da parte non più di singoli individui ma di veri e propri CLOUD organizzati di attaccanti. “Cittadini di Internet” è riuscita ad entrare in possesso di un rapporto completo che offre una visione esaustiva e drammatica del fenomeno degli attacchi ad applicazioni WEB in tutto il mondo: QUI IL RAPPORTO. I dati esposti nei grafici e nelle statistiche dimostrano l’entità del fenomeno; va inoltre sottolineato che i suddetti dati sono approssimati per difetto, mancando quelli relativi ad alcuni Paesi che non li hanno forniti o raccolti. In questo panorama di indifferenza più o meno diffusa,  il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, come annunciato ieri, si fa paladino di un’ iniziativa senza precedenti, allarmando il mondo intero sul crimine informatico nel cyberspazio. Le infrastrutture che sistematicamente vengono attaccate dai pirati informatici rappresentano spesso siti critici che  dovrebbero essere primariamente posti a difesa dell’ intero sistema nazionale italiano, oltre che parte di quello europeo di nuova realizzazione, e che personalmente credo non manchino di mezzi e uomini quanto meno per salvaguardare se stessi. Il fenomeno va pertanto affrontato nella sua interezza e globalità partendo dalla consapevolezza che si tratti di una questione globale che può essere risolta solo con la cooperazione di tutti. La sempre maggiore potenza dei nuovi sistemi informatici ha determinato una sempre maggiore automatizzazione degli attacchi, il che richiede un più alto grado di esperienza, preparazione e attenzione da parte dei soggetti preposti alla protezione dei sistemi. Qualunque sito web, quale che sia il suo topic, è parte di un sistema e di una rete e deve quindi essere adeguatamente protetto. La Pandemia informatica che sta interessando la rete è un fenomeno che riguarda tutti i sistemi parte del web perché inevitabilmente interconnessi, e che pertanto devono essere preventivamente e singolarmente “VACCINATI”. Senza una adeguata vaccinazione gli attacchi si espanderanno come un virus pandemico fino ad attaccare tutta la rete. Ogni singolo sistema in rete è dunque responsabile della salute informatica dell’altro sistema.

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BETTER LATE THAN NEVER

Di Massimo F. Penco

Evidentemente l’ultima ondata di attacchi informatici ad obiettivi sensibili ha convinto il Presidente degli Stati Uniti della rilevanza del crimine informatico ma soprattutto della globalizzazione dello stesso fenomeno. Il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama fa appello alla collaborazione internazionale contro il crimine informatico. Lo ha ufficializzato in questi giorni in un documento redatto ad hoc che alleghiamo QUI, e il cui titolo, Strategy to Combat Transnational Organized Crime,  non lascia dubbi di natura interpretativa. Complici i recenti attacchi informatici perpetrati ai danni del Pentagono, nonché i fatti di Norvegia, Obama deve essersi convinto dell’importanza della rete quale potenziale veicolo di criminalità, e della dimensione globale del fenomeno stesso. Non è un caso, d’altronde, se fino ad oggi l’amministrazione Obama aveva affidato il controllo della sicurezza ad un ente interno, il National Security Council (NSC) , mentre nelle pagine del documento sopracitato viene fatto esplicito riferimento alla Cybersecurity : “Cyberthreat is one of the most serious economic and national security challenges we face as a nation” (ovvero: “La minaccia informatica è una delle più serie sfide di sicurezza economica e nazionale che ci troviamo ad affrontare come nazione” ), e addirittura:“America’s economic prosperity in the 21st century will depend on cybersecurity” (ovvero: “La prosperità dell’America del XXI secolo dipenderà dalla sicurezza informatica”). E tuttavia sembra finalmente chiaro che il fenomeno non possa essere circoscritto ad una dimensione nazionale, ma che vada trattato in una prospettiva globale perché ha proporzioni globali, investendo l’intera comunità internazionale, non solo la sede nativa del fenomeno Internet, ossia gli Stati Uniti. “However, transnational criminal organisations have taken advantage of our increasingly interconnected world to expand their illicit enterprises,” ossia, spiega Obama: “Le organizzazioni criminali transnazionali hanno approfittato del nostro sempre più interconnesso mondo per espandere le loro azioni illecite”. Il crimine come Internet, dunque, rappresentano fenomeni che non potranno mai essere di competenza di un solo paese o di una sola area geo-politica del globo: lo aveva già capito il Pentagono, e per esso il dipartimento della difesa degli Stati Uniti, che già da tempo aveva iniziato a parlare di  Cyber Warfare Strategy , predisponendo un’ apposita pubblicazione, che noi abbiamo raccolto, in cui si intuisce chiaramente come il cybercrime venga trattato come una questione comune, e non come una piaga di un solo Paese. Better late than never.


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Norvegia: il cortocircuito dell’intelligence (Pino Bruno)

Grazie alla Collaborazione con l’amico  Pino Bruno siamo in grado di riproporvi il filmato del profilo originale di Anders Behring Breivik su FB & Twitter che è stato censurato da YOUTUBE nel post precedente riportiamo l’intero articolo di PINO qui di seguito:

Era tutto lì, su Facebook, Twitter e YouTube. La polizia norvegese doveva soltanto impostare i tag di ricerca con le parole sensibili, per intercettare le intenzioni stragiste di Anders Behring Breivik. I profili del neonazista xenofobo sono stati rimossi dai social network subito dopo la carneficina, ma ormai era troppo tardi. Qualcuno è riuscito a filmare il contenuto delle pagine Facebook e Twitter di ABB, prima della cancellazione. Nel video – che vi propongo nel link qui sotto – scorrono post e commenti del pluriomicida. Il filmato non è nitido, ma il contenuto è comunque leggibile. E’ una prova inconfutabile della leggerezza dell’intelligence norvegese.

cliccare qui per vedere o salvare il filmato:

Anders Behring Breivik su FB & Twitter

 E’ dai tempi di Echelon che i servizi di sicurezza e le forze dell’ordine occidentali si affidano a software basati sull’identificazione di parole chiave (e loro varianti): “…data l’enorme mole di dati sorvegliata, impossibile da analizzare da parte di esseri umani, per intercettare i messaggi “sospetti” (inviati via e-mail, telefono, fax ecc.) viene utilizzato un sistema basato sull’identificazione di parole chiave e loro varianti, in grado anche di rintracciare l’impronta vocale di un individuo”.

Un esempio di come funzionava Echelon? Ecco le parole chiave cercate automaticamente dal software molti anni fa: FBI CIA NSA IRS ATF BATF DOD WACO RUBY RIDGE OKC OKLAHOMA CITY MILITIA GUN HANDGUN MILGOV ASSAULT RIFLE TERRORISM BOMB DRUG HORIUCHI KORESH DAVIDIAN KAHL POSSE COMITATUS RANDY WEAVER VICKIE WEAVER SPECIAL FORCES LINDA THOMPSON SPECIAL OPERATIONS GROUP SOG SOF DELTA FORCE CONSTITUTION BILL OF RIGHTS WHITEWATER POM PARK ON METER ARKANSIDE IRAN CONTRAS OLIVER NORTH VINCE FOSTER PROMIS MOSSAD NASA MI5 ONI CID AK47 M16 C4 MALCOLM X REVOLUTION CHEROKEE HILLARY BILL CLINTON GORE GEORGE BUSH WACKENHUT TERRORIST TASK FORCE 160 SPECIAL OPS 12TH GROUP 5TH GROUP SF.

I messaggi sospetti passavano poi alla valutazione degli analisti umani.

Gli sniffer digitali si comportano come segugi, sguinzagliati alla ricerca di tracce. In questo caso le impronte erano le parole farneticanti usate da Anders Behring Breivik nei suoi copiosi interventi sui social network. Insomma, la polizia norvegese non è stata capace di intervenire prima che fosse troppo tardi, pur avendo a disposizione tutti gli strumenti messi in campo dalla tecnologia.

Una lezione per tutti, perché i social network sono frequentati da una stragrande maggioranza di persone  per bene, ma c’è anche qualche Anders Behring Breivik, da intercettare e neutralizzare in tempo.

E’ ovvio che la prevenzione deve essere attuata nel pieno rispetto dei diritti civili e non può in alcun caso diventare pretesto per intercettazioni illegali o per limitare libertà personale e di opinione. Nei paesi democratici, che pure hanno gli strumenti giusti per tutelare i cittadini e impedire abusi, il dibattito su un tema così delicato è sempre aperto.

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La Strage in Norvegia (Si possono prevenire orrori come questi!)

Di Massimo F. Penco

Direi che in alcuni casi, approfittando di due importanti fattori, il primo legato alla personalità di questo tipo di individui che vogliono in un modo o nell’altro, molto spesso preventivamente, pubblicizzare quanto fanno nella loro sicurezza in se stessi ed il mezzo che usano si avvalgono di mezzi banali, come Facebook ad esempio. Come potrete vedere anche se cancellato da Internet il profilo originale del tizio ci è stato possibile recuperarlo oltre a queste scarne ma importanti informazioni ci sono on-line oltre 1500 pagine che descrivono minuziosamente quanto questo individuo aveva in mente di fare ed oggi, si sa non si scrive più con carta e penna, ma con un PC. Ben DUE ANNI di preparazione prove nella sua fattoria e l’acquisto di tonnellate di fertilizzante (Nitrato di Ammonio) dove sempre su Internet si trovano tutte le istruzioni su come miscelarlo per farne esplosivo. Non basta, adesso e solo adesso si scopre che aveva annunciato su Youtube cosa voleva fare ecco il video:

Quindi non solo l’uso di Internet che abbiamo visto in molti casi ed in questo  post-evento,   per scoprire cosa avesse in mente il soggetto Anders-Behring-Breivik, bensì  preventivo, prima che un evento di queste dimensioni accada. Lo si è visto in molti casi in Italia, molto meno cruenti, vedi Scazzi, Melania Rea e la piccola Gambirasio, dove gli inquirenti a delitto compiuto si accorgono di Internet e quanto possa fornire di utile  per le indagini, per non parlare poi degli ormai numerosi episodi di cui si fatto dei social network un mezzo di aggregazione per attività illecite come stupri di gruppo ed altro ancora , che danneggiano enormemente la reputazione del mezzo Internet dove spesso si confonde mezzo da persona fondendolo in tutto uno svilendo quella enorme conquista che è proprio Internet ed i sistemi di comunicazione: Allora perché non sfruttare Internet a scopo preventivo ? con le possibilità ed i mezzi che hanno i governi possono monitorare come e quando vogliono vaneggiamenti di pazzi scatenati  come questo ed intervenire prima che accadono orrori così tremendi:

Ora ovviamente come sempre sono sorti su Facebook molti nuovi profili non originali è facile verificarlo basta digitare  Anders-Behring-Breivik un mostro che genera un altri TAG MOSTRUOSI. Direi che ora ricostruire profili e fatti con quasi 100 morti non credo possa essere di utilità a nessuno tanto meno alle vittime 

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BtJunkie e la caccia al ladro

Che sia il gusto del proibito o la enorme appetibilità del mondo del Download multimediale, l’epopea di «btjunkie» sembra non avere mai fine.  All’embargo imposto al sito di Torrent dalla magistratura cagliaritana ad aprile che aveva negato agli utenti italiani l’accesso al sito di download pirata, la “rete” aveva risposto con un sistema di bypass che consentiva di aggirare il blocco attraverso l’utilizzo di servizi proxitalia.com. Read more »

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Censura Internet: oscurato sito pirata Btjunkie.com

Si chiama “Poisonous Dahlia“, dal nome di una pianta velenosa, l’operazione repressiva avviata lo scorso aprile dalla magistratura sarda con il concorso della Guardia di Finanza di Cagliari per contrastare l’accesso al download pirata. Nello specifico, la magistratura cagliaritana aveva vietato l’accesso al sito e indagato due internet provider, Fastweb e Ngi, per aver omesso di bloccare tutti gli accessi alla piattaforma «btjunkie», uno dei più grandi supermercati abusivi di materiale multimediale. Read more »

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Google + cancella i profili privati dopo il 31 luglio

A pochi giorni dalla pubblicazione, il nuovo Social Network Google+ ha già lanciato una nuova sfida all’antagonista Facebook, la social-piattaforma fino ad oggi più navigata nel mondo.  Dai piani alti di Google è stato infatti annunciato che subito dopo il 31 luglio di quest’anno tutti gli account privati presenti su Google+ verranno automaticamente cancellati dal server. Read more »

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Google apre le porte della Cattedrale di San Basilio

Il 12 luglio del 1561 veniva consacrata a Mosca la “Cattedrale dell’Intercessione della Madre di Gesù sul Fossato”, meglio nota al mondo come Cattedrale di San Basilio, per volontà diIvan IV di Russia (Ivan il Terribile), allo scopo di commemorare la presa diKazan’ ed Astrachan. Read more »

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